Diffusi i dati Istat sulla cultura: nell'ultimo anno niente libri, musei e cinema per un italiano su cinque

Pochi giorni fa l’Istat ha diffuso l’ultimo annuario statistico, che ha sollevato un polverone per la presenza di alcuni dati davvero sconcertanti sulla fruizione culturale degli italiani nell'anno appena concluso. Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica, infatti, il 18,5 degli intervistati ha dichiarato di non aver letto un libro, visitato un museo, una mostra o un sito archeologico e non essere andato al cinema, a teatro o ad assistere ad un concerto nell'ultimo anno. Secondo questi dati, quindi, un italiano su 5 ha praticamente una vita culturale inesistente, valore che diventa ancora più allarmante al sud Italia, dove raggiunge il 28,2%. Tra la percentuale di cittadini che ha svolto attività culturali resta molto scarsa l'affluenza ai musei e la lettura di libri e quotidiani. Ancora più allarmanti sono i dati relativi ai minori (6-17 anni) del Meridione. In questo caso circa il 48% del totale, infatti, non ha letto neanche un libro nell’anno precedente, mentre il 70% circa non ha visitato un sito archeologico e il 55% non ha messo piede in un museo. La situazione, comparata con quella degli altri paesi europei, è sicuramente imabarazzante: in Germania e nel Regno Unito circa l’80% della popolazione ha letto un libro nell’ultimo anno, con la Francia molto vicino nella statistica. E lo stesso vale per la spesa per la cultura e la quota del PIL dedicata al settore, che in questi paesi è circa il doppio di quella Italiana.  

Tuttavia, le notizie non sono solo negative. Secondo l’Istat, infatti, il 2014 e il 2015 hanno registrato un aumento nella partecipazione culturale, in particolare in quegli ambiti maggiormente bistrattati come i musei o i siti archeologici. Le visite agli istituti museali statali sono aumentate dal 2013 al 2014 del 6,7%. I giovani, soprattutto quelli tra i 18 e 19 anni, risultano essere i maggiori fruitori di attività culturale nel tempo libero. Inoltre, nel 2015 è comunque diminuita la percentuale della popolazione che non svolge alcun tipo di attività culturale e nel 2014 è aumentata la spesa destinata dalle famiglie alla cultura, rispetto al 2013. Non va dimenticato, inoltre, che il governo sta cercando, in maniera più o meno efficace, di mettere in campo maggiori finanziamenti alla cultura con la legge di stabilità 2016: assunzione di circa 500 nuovi funzionari, agevolazioni fiscali, finanziamenti ai musei, agli istituti del Mibact, al Fondo per la tutela dei beni.

Numeri che restano disastrosi, dunque, ma che fanno segnare una timida ripresa rispetto al passato.

 

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