Al MAN di Nuoro la prima antologica in Italia dedicata a Berenice Abbott

Il Man di Nuoro ospita dal  17 febbraio al 31 maggio 2017, la prima mostra antologica in Italia dedicata a Berenice Abbott (USA, 1917-1991). La mostra, a cura di Anne Morin, rientra nel ciclo dedicato alla Street Photography. In esposizione un nucleo di ottantadue stampe originali, tra le più celebri della sua produzione, realizzate tra la metà degli anni Venti e i primi anni Sessanta, suddivise in tre macrosezioni: Ritratti, New York e Fotografie scientifiche. Trasferitasi a New York dall’Ohio nel 1918 per studiare scultura, la Abbot entra in contatto con Marcel Duchamp e con Man Ray, esponenti di punta del movimento dada, riuscendo a diventare dal 1923 al 1926, assistente di Man Ray. A questo periodo appartengono i primi ritratti fotografici dedicati ai maggiori protagonisti dell’avanguardia artistica e letteraria europea, da Jean Cocteau, a James Joice, da Max Ernst ad André Gide. Dopo l’allontanamento dallo studio di Man Ray, Abbott entra in contatto con il fotografo francese Eugène Atget, conosciuto per le sue immagini delle strade di Parigi, volte a catturare la scomparsa della città storica e le mutazioni nel paesaggio urbano. Da questo incontro la fotografa arriva a una svolta  che la porta a dedicarsi al racconto della metropoli di New York.  La sua attenzione si concentra sulle architetture, sull’espansione urbana e sui grattacieli che progressivamente si sostituiscono ai vecchi edifici, oltre che sui negozi e le insegne. Il risultato è un volume, tra i più celebri della storia della fotografia del XX secolo, intitolato “Changing New York” (1939), che raccoglie una serie straordinaria di fotografie caratterizzate da forti contrasti di luci e ombre e da angolature dinamiche, ad esaltare la potenza delle forme e il ritmo interno alle immagini. Successivamente nel 1940 Abbott diventa picture editor per la rivista “Science Illustrated”. L’esperienza maturata nelle strade di New York la porterà a guardare con occhi diversi le immagini scientifiche, che diventano per lei uno spazio privilegiato di osservazione della realtà oltre il paesaggio urbano. La mostra di Nuoro intende quindi ripercorrere la carriera della fotografa, accompagnando la vasta selezione di scatti anche a materiale documentario proveniente dal suo archivio.

 

abbott

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