I Fari culturali del Mediterraneo

fari
Il progetto “I Fari culturali del Mediterraneo” sostenuto dal Mibac è promosso dall’Associazione Culturale Collettivo Teatrale Bertolt Brecht di Formia, dall’associazione culturale Errare Persona di Frosinone e dal Centro R.A.T di Cosenza.
Il progetto si propone come un ponte culturale che attraversa i diversi Paesi del Mediterraneo a partire dai tre coinvolti direttamente (Tunisia, Spagna e Grecia) e le rispettive compagnie partner: l’associazione Il Faro di Patrasso, A.C.POR LA INVESTIGACIÓN Y DESARROLLO DEL TEATRO PROFESIONAL EN ANDALUCIA di Siviglia e Maraya di Tunisi. Un ponte che si traduce in occasioni di formazione, in promozione di progetti ed iniziative comuni volti allo sviluppo di una cultura di integrazione e di pace, di diversità come ricchezza ed occasione di crescita.
Una comunità ideale e concreta come quella del Mediterraneo, fucina secolare di tradizioni e arte in tutte le sue forme, un “marchio” distintivo tra cibo, paesaggio e costumi, un patrimonio da preservare. Anche il Mediterraneo come terra di conflitti, di focolai sempre accesi, come un mare maledetto è al centro del progetto che investe nella cultura come unione, nella conoscenza come un ponte tra popoli e Paesi.
Le attività prevedono la realizzazione di un Festival in tre città di Paesi sul Mediterraneo (Siviglia, Patrasso e Tunisi) promosso in collaborazione con tre compagnie professionali estere che hanno aderito al progetto che da anni svolgono attività artistiche.
I tre Festival esteri in rete prevedono letture all’alba nei luoghi più suggestivi della città, tavoli di incontro multiculturali sulle arti mediterranee, work shop con studenti , spettacoli serali dei soggetti italiani e della compagnia straniera.
Dopo le esperienze nei tre Paesi stranieri, i Fari culturali tornano in Italia dove si svolgeranno tre festival rispettivamente nelle tre città dei soggetti del raggruppamento: Formia, Cosenza e Frosinone. Il festival all’interno del progetto “I Fari del Mediterraneo” diventa, così, il punto di incontro delle realtà coinvolte, punto di riferimento per laboratori e spettacoli degli artisti del diversi Paesi del Mediterraneo.
Si accenderanno da marzo a novembre sei Fari in luoghi diversi del Mediterraneo: Manouba in Tunisia (29-30-31 marzo), Siviglia in Spagna (8-9-10 novembre), Patrasso in Grecia (10-11-12 maggio), Formia (24-25-26 agosto), Frosinone (25-26-27 ottobre) e Cosenza (11-12-13 luglio). Prenderanno vita, così, sei festival interculturali in cui gli artisti dei partner stranieri, l’associazione Il Faro di Patrasso, A.C.POR La Investigation Y Desarollo del Teatro Profesional en Andalucia di Siviglia e Maraya di Tunisi, si alterneranno agli artisti delle compagnie italiane. 

La Sagrestia Nuova nel Museo delle Cappelle Medicee

12_tombadilorenzodemedici
La forza della luce di Michelangelo
Si è aperto un nuovo capitolo nella fruizione della Sagrestia di Michelangelo Buonarroti nel Museo delle Cappelle Medicee a Firenze, grazie a un progetto di illuminazione, manutenzione e restauro promosso dai Musei del Bargello in partnership con Lottomatica, che è storicamente impegnata nella valorizzazione del patrimonio artistico italiano.
I maggiori storici dell’arte hanno evidenziato come architettura, scultura e uso della luce naturale siano profondamente connesse nell’arte di Michelangelo. Capolavoro del rinascimento italiano, la Sagrestia Nuova di San Lorenzo è esemplare di come l’artista fiorentino lavorasse sulle fonti luminose: Michelangelo infatti oltre ai gruppi scultorei e alle decorazioni ha progettato anche l’edificio, con le finestre sui vari ordini architettonici, e la lanterna della cupola.
L’illuminazione progettata da Michelangelo era funzionale alla comprensione del percorso simbolico e narrativo ideato dallo stesso artista, in particolare per le sue splendide sculture: ma le condizioni di luce risultavano mutate. Grazie alle nuove tecnologie e a un sapiente uso della luce, è stata realizzata una nuova illuminazione che evoca, dopo oltre tre secoli, le condizioni luminose vicine a quelle create da Michelangelo per la Sagrestia Nuova.
Il progetto è stato eseguito dallo storico dell’arte e restauratore Antonio Forcellino, cui si deve anche un’attenta pulitura della Madonna col Bambino e dei Santi Cosma e Damiano, e dal maestro delle luci Mario Nanni, con la collaborazione della dottoressa Monica Bietti, storico dell’arte Responsabile del Museo delle Cappelle Medicee, e dell’architetto Maria Cristina Valenti Responsabile tecnico dei Musei del Bargello.
Paola D’Agostino, Direttore dei Musei del Bargello ha spiegato che «la collaborazione con Lottomatica ha permesso ai Musei del Bargello di completare un progetto biennale di manutenzione delle tombe Medicee e la realizzazione della nuova illuminazione della Sagrestia. La costante cura e la tutela delle opere d’arte sono obiettivi primari dei nostri Musei. Sono inoltre grata a Lottomatica per aver contribuito anche ad ideare un nuovo sistema di illuminazione per la stanza segreta di Michelangelo, che consentirà, in futuro, di poter ammirare in sicurezza gli affascinanti disegni che vi si conservano».
«Sosteniamo da sempre progetti nell’interesse della collettività – ha dichiarato Fabio Cairoli, AD di Lottomatica. In ogni iniziativa cerchiamo di condividere e raccontare i valori alla base della nostra idea di crescita, come l’innovazione tecnologica, l’inclusione sociale e la valorizzazione culturale. Realizzare un restauro della luce significa sviluppare un approfondito lavoro di ricerca storico-artistica, oggi possibile grazie alle più innovative tecniche di illuminazione. Per questo motivo abbiamo voluto promuovere il restauro, per far riscoprire, con una nuova luce, il meraviglioso lavoro di Michelangelo».
Un restauro della luce come nuova frontiera, che testimonia un’evoluzione nella tutela dei beni culturali: alla conservazione e al restauro si è affiancata anche una sensibilità filologica alle condizioni di fruizione e quindi all’interpretazione delle opere del nostro passato

#IoVadoAlMuseo

iovadoalmuseo2
D’ora in poi in Italia i cittadini potranno entrare per 20 giorni l’anno gratis nei musei, nei siti archeologici statali, nei parchi e giardini monumentali. Aumentano le giornate ad ingresso libero nei luoghi della Cultura statali: sono 8 in più rispetto al passato, scelte in base alle caratteristiche di ciascun museo autonomo o polo museale territoriale. Tra le novità anche l’istituzione della ‘Settimana dei Musei’ a cadenza annuale e un ticket da 2 euro per i ragazzi e le ragazze dai 18 ai 25 anni, che intendono visitare un luogo della Cultura. ‘La rivoluzione’ è prevista nel decreto firmato dal ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli lo scorso 9 gennaio, che introduce modifiche al decreto ministeriale numero 507 del 1997 che disciplina le modalità di istituzione del biglietto di ingresso ai monumenti, musei, gallerie, scavi di antichità, parchi e giardini monumentali.
  
 A illustrare il contenuto delle nuove disposizioni sono stati il ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli, il Direttore Generale Musei del Mibac Antonio Lampis e la direttrice del Polo museale del Lazio Edith Gabrielli, nel corso di una conferenza stampa, a Roma, che si è svolta nell’auditorium del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Il decreto, che entrerà in vigore il prossimo 28 febbraio, innova di fatto il sistema delle agevolazioni per l’accesso ai siti statali introducendo: 8 giornate ticket free, scelte dai direttori dei musei autonomi e dei poli museali regionali, in relazione alle specificità territoriali di ciascun sito; 6 giornate ad ingresso gratuito durante la ‘#SettimanaDeiMusei’ dal martedì alla domenica in tutti musei statali italiani che quest’anno ricade dal 5 al 10 marzo; e 6 giornate gratuite in concomitanza con le prime domeniche del mese, da ottobre a marzo.
  
 Oltre ad incrementare il numero delle giornate gratuite nell’ottica di migliorare l’offerta culturale di ciascun museo e agevolarne la fruizione, il decreto si rivolge in particolare alle nuove generazioni. E lo fa istituendo da quest’anno una tariffa di soli 2 euro per i ragazzi e le ragazze dai 18 ai 25 anni. 
 La riduzione del costo dei biglietti di ingresso per i giovani si basa, infatti, su una scelta precisa del ministro, finalizzata ad abbattere gli ostacoli anche di carattere economico, che spesso rappresentano un deterrente per l’accesso alla Cultura e alla fruizione dei beni culturali.
 Il Mibac, poi, ai fini di una migliore diffusione delle novità introdotte dal decreto, ha promosso la campagna di comunicazione istituzionale #IoVadoAlMuseo, al via da oggi sui canali social e sulle reti Rai con la trasmissione dello spot istituzionale realizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma per la regia di Paolo Santamaria, l’attivazione del sito www.iovadoalmuseo.it e gli hashtag #IoVadoAlMuseo e #SettimanaDeiMusei.
  
 Per ottenere informazioni utili su fasce orarie e giornate ad ingresso libero, programmare una visita e andare al museo basterà un semplice click da smartphone, tablet o pc.
  
“Con l’iniziativa Io Vado al Museo andiamo oltre rispetto al passato e aumentiamo l’offerta culturale nel nostro Paese. Le nuove agevolazioni sono il frutto di un percorso, avviato nei mesi scorsi dal Mibac – ha detto Bonisoli, in conferenza stampa . Aumentando il numero di giornate gratuite in tutti i musei statali d'Italia, vogliamo migliorare le modalità di fruizione del nostro patrimonio culturale e far conoscere alcuni tesori nascosti o poco noti, ma ugualmente preziosi, come il museo in cui ci troviamo oggi”.
  
“Con questo decreto - ha spiegato il ministro - cambieranno fondamentalmente due cose: la prima è che con la Settimana dei Musei sarà identificato un periodo preciso di lancio della stagione museale con tutti i musei statali gratuiti. Quest'anno si svolgerà dal 5 al 10 marzo e sarà un'occasione per spingere i cittadini e le famiglie a visitare i nostri bellissimi musei e ammirare le meraviglie in essi custodite”. “La seconda novità – ha continuato Bonisoli – è aver dato la possibilità a ciascun istituto statale di impostare un piano di gratuità sostenibile, migliorando la qualità della offerta e dunque di fruizione dei beni culturali, garantire sicurezza e tutela del patrimonio culturale in armonia con le esigenze del territorio”.
  
“Con la campagna Io Vado al Museo - ha concluso - intendiamo avvicinare i cittadini, ed in particolare i giovani, al patrimonio culturale, fondamento dell’identità culturale italiana”.

Kandinskij, l’armonia preservata. Dietro le quinte del restauro

untitled

 

Il progetto espositivo nasce dalla collaborazione tra la Fondazione CRC, il Comune di Bergamo, la GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e il Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale". Protagonista dell'esposizione sarà l'opera "Spitz-Rund", olio su cartone eseguito da Kandinskij nel 1925, entrata a far parte delle Collezioni della GAMeC nel 1999 grazie alla donazione di Gianfranco e Luigia Spajani. L'opera è stata oggetto di un'accurata analisi diagnostica condotta dal Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale", da cui sono emersi particolari inediti sul suo stato di conservazione e sulla sua storia. L'esposizione sarà visitabile fino a domenica 3 febbraio dal martedì al venerdì dalle ore 15 alle 18; sabato e domenica dalle 10 alle 18.

L'allestimento della mostra è stato preceduto da un'approfondita campagna diagnostica funzionale allo studio del manufatto e di supporto alla definizione dei materiali e delle modalità di intervento, curata dal Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale".

Il dipinto è stato sottoposto a una serie di analisi scientifiche, a partire dalla campagna di diagnostica per immagini fino agli approfondimenti sulla tecnica esecutiva e sullo stato di conservazione, tramite tecniche avanzate di tipo non invasivo e puntuali microcampionamenti. A conclusione di questa prima fase, il Centro Conservazione e Restauro è intervenuto sull'opera con il consolidamento di alcuni punti che presentavano problemi di adesione tra la preparazione e il supporto cartaceo. Il confronto tra i dati emersi e le osservazioni compiute direttamente sul dipinto consente ora di presentarlo con un significativo corredo di informazioni, utili per una sua migliore comprensione e per la sua futura conservazione. L'allestimento realizzato presso gli spazi espostivi del Museo della Ceramica accompagnerà il visitatore attraverso i diversi stadi del progetto: apre la mostra una sezione dedicata alle fasi di analisi e restauro, illustrate da foto, grafici, ma anche dall'esposizione degli strumenti utilizzati e dal racconto tramite applicativi e video dell'osservazione dell'opera e delle operazioni effettuate dal restauratore. Si prosegue con la sezione dedicata alla biografia del dipinto – la sua complessa stratigrafia, i materiali impiegati – per arrivare, infine, alla visione dello stesso, esposto in una teca appositamente realizzata che lo protegge da eventuali sbalzi di temperatura e umidità. In un'area dedicata ai più piccoli, infine, sono messi a disposizione i materiali per realizzare una personale versione di Spitz-Rund, utilizzando le forme che la compongono.

CS

 

 

Mondovì | Cuneo

Museo della Ceramica

Fino al 03 Febbraio 2019

L’importanza di chiamarsi Guggenheim: il racconto della direttrice Karole Vail

La mecenate americana Peggy Guggenheim nel 1949, ad un anno dall’esposizione alla Biennale di Venezia della sua vasta raccolta di sculture e dipinti cubisti, surrealisti e dell’astrazione europea, acquista a Venezia Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande, e vi allestisce la sua collezione, che viene aperta al pubblico nel ‘51.

Read more: L’importanza di chiamarsi Guggenheim: il racconto della direttrice Karole Vail