Biennale di Venezia 2015: il direttore Okwui Enwezor presenta tutte le novità della 56esima edizione

Una mostra corale ed emozionante, in costante dialogo con gli artisti e ricca di lavori assolutamente originali. Sono questi gli ingredienti della 56esima Biennale dell'arte di Venezia, ispirata dall'Angelus Novus di Klee e dalla volontà di ricostruire e progettare nuovi scenari di futuro possibile. L'edizione 2015, diretta da Okwui Enwezor, godrà di ben 136 partecipazioni di artisti (di cui 89 per la prima volta) provenienti da 53 Paesi del mondo, e sarà divisa in tre sezioni:"Il disordine"; "La durata epica" e "La vitalità", con una spiccata sensibilità rispetto al presente e alla costante ricerca di nuovi strumenti di interpretazione. Il riferimento manifesto della prossima edizione è la Biennale del 1974, che si espose criticamente nei confronti del Cile e del regime di Pinochet, e che assunse una vera e propria posizione politica. Un episodio poco noto, ma che resta uno dei tentativi più espliciti, da parte di una mostra, di cambiare uno scenario storico. Per "All the world's futures” il direttore Okwui Enwezor sottolinea l'importanza dell'idea dell'"Arena”, piattaforma disciplinare dal vivo per la lettura dei tre volumi del Capitale di Marx, progettata dall'architetto David Adaje, che sarà utilizzata dal 6 maggio al 22 novembre ogni giorno, all'interno del Padiglione centrale dei Giardini. Un'azione che, nella volontà del direttore, diverrà una sorta di oratorio comune, creato per riflettere anche sulla lettura errata che questo testo fondamentale dell'uomo ha subito in passato, soprattutto dopo la nascita del Capitalismo. “Si avverte di fondo l’inquietudine di un mondo attraversato da gravi fratture e lacerazioni” ha spiegato Paolo Baratta, presidente della Biennale, “Nonostante i colossali progressi nelle conoscenze e nelle tecnologie, viviamo una sorta di ‘epoca dell'ansia’. E la Biennale torna a osservare il rapporto tra l'arte e lo sviluppo della realtà umana, sociale, politica”. Per interpretare e declinare al meglio il tema prenderanno la parola artisti provenienti da ogni parte del mondo, per restituire una sorta di nuova geografia dell’arte. Una sezione dell’Esposizone sarà invece dedicata a rassegne, organizzate in forma di antologie, che hanno come obiettivo quello di utilizzare linguaggi differenti per restituire una prospettiva storica a un tema. In questa raccolta di pratiche artistiche trovano collocamento due collettivi chiamati a esporre i loro lavori: The Invisible Borders Trans-African Project, organizzazione di artisti africani fondata in Nigeria e Abounaddara, un collettivo anonimo di cineasti siriani che lavora su documentari estemporanei. La mostra sarà affiancata da 89 partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all'Arsenale e nel centro storico di Venezia. Cinque sono i paesi che parteciperanno per la prima volta: Grenada, Mauritius, Mongolia, Repubblica del Mozambico e Repubblica delle Seychelles. Altri paesi, invece, parteciperanno quest'anno dopo una lunga assenza: Ecuador (1966), Filippine (1964) e Guatemala (1954). Anche quest'anno molto attesa è la partecipazione della Santa Sede, allestita nelle Sale d'Armi, in quegli spazi che la Biennale ha restaurato per essere destinati a padiglioni durevoli. 44 sono, invece, gli Eventi Collaterali ufficiali ammessi dal curatore e promossi da enti e istituzioni internazionali, che, come di consueto, allestiranno mostre e iniziative culturali in vari luoghi della città. La Biennale sarà aperta al pubblico da sabato 9 maggio e si concluderà domenica 22 novembre 2015. 

 

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  • Dal 1995 sono 12 i passaggi in asta, percentuale di venduto 50%. Diplomatosi nel 1985 all’École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi risiede a Berlino dal 1999 al 2000. Si dedica al cinema, al teatro, all’arte visiva, con cui rivive passioni e avventure (è stato in Antartico con ...

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