Un Rossini segreto nelle lettere acquistate dall'omonima Fondazione Rossini

"La musica vuole freschezza di idee, io non ho che languore e idrofobia". Così Gioachino Rossini descriveva all'amico Domenico Donzelli, uno dei più famosi tenori dell'Ottocento, interprete rossiniano ma anche di Donizetti e Bellini (fu il primo Pollione in Norma) lo stato di depressione che lo aveva portato ad abbandonare la musica operistica dopo il grande successo del Guillaume Tell (1829)e a ritirarsi negli 'anni del silenzio'. La lettera fa parte di un lotto di 21 missive provenienti da una collezione privata bolognese acquistate dalla Fondazione Rossini, che va ad arricchire il fondo di autografi del musicista conservati a Pesaro nel Tempietto Rossiniano. Di particolare rilievo la corrispondenza a Donzelli, in tutto 16 lettere dal 1826 al 1863. Le prime testimoniano dell'attività di Rossini come principale responsabile della conduzione al Theatre Italien di Parigi e forniscono interessanti particolari sui rapporti e sullo scambio di artisti tra il teatro parigino e il San Carlo di Napoli. E di conseguenza sono la fonte principale di notizie sulle relazioni tra Rossini e l'impresario Domenico Barbaja, dopo i trionfi del soggiorno napoletano del musicista. Molti i particolari curiosi o inediti: come, ad esempio, la riservatezza di una delle lettere, tanto che Rossini chiede all'amico di indirizzarla alla nonna, ormai defunta, Lucia Guidarini. Ancora più importanti a fini biografici, le missive inviate a Donzelli da Firenze tra il 1848 e il 1853: l'autore del Barbiere di Siviglia parla del suo stato di prostrazione di fronte alla musica (gli ci vorranno anni per uscirne), ma anche della nostalgia per Bologna, abbandonata in fretta per i moti del 1848, e la disillusione per il comportamento dei bolognesi, che lo avevano ritenuto in reazionario. Ma il Cigno di Pesaro, che amava definirsi scherzosamente 'il Cignale di Lugo', conserva il suo spirito ironico, qualificando Donzelli "celebre tenore a spasso senza quartali...". E non mancano le citazioni gastronomiche: Rossini, appassionato buongustaio, chiede la ricetta delle "zeppole alla napoletana". Oppure specifica che l'olio che sta inviando alla moglie di Donzelli è lucchese e vergine. Le lettere - dice il presidente della Fondazione Rossini Oriano Giovanelli -, acquistate anche con il contributo della Banca di Pesaro Credito Cooperativo, sono importanti per il prossimo volume dell'Epistolario Rossiniano, già in cantiere, a cura di Sergio Ragni.

 

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