Imago Mundi approda alle Gallerie delle Prigioni

Imago Mundi, il progetto vagabondo di Luciano Benetton, ha trovato dimora nelle Gallerie delle Prigioni, a Treviso, antiche carceri asburgiche abbandonate oltre mezzo secolo fa e restaurate da Tobia Scarpa. Imago Mundi nasce una decina di anni fa, come collezione in progress di arte contemporanea composta da migliaia di opere che lo stesso Luciano Benetton ha commissionato e raccolto nei suoi numerosi viaggi per il mondo, coinvolgendo artisti affermati ed artisti emergenti. Sotto il patrocinio della Fondazione Benetton Studi e Ricerche, Imago Mundi è un progetto culturale no profit, democratico e globale che, guardando alla convivenza delle diversità espressive, vede protagonisti 25.000 artisti provenienti da 150 paesi diversi in una libertà creativa quasi assoluta che, nella produzione delle opere, impone come unico vincolo il cosiddetto “formato cartolina” (10x12).

Imago mundi ha attraversato negli anni molti continenti e paesi realizzando quasi 200 cataloghi; è un inventario dei popoli di tutto il mondo, un dialogo dei diversi linguaggi visivi contemporanei, ritratto perfetto di un’umanità, più che multietnica, multiculturale. Il sogno di Benetton, quello di restituire l’immagine del mondo, si realizza in questa indefinita vetrina di frammenti, una mappatura globale per sua natura incompleta poiché in continuo divenire ed incremento; pertanto il progetto artistico è improntato ad un incessante viaggio di ricerca – consapevole dell’importanza dell’esplorazione geografica – che ha il suo prodotto ultimo (mai davvero ultimo poiché in fieri) in un mosaico eterogeneo, dinamico e metamorfico. Il risultato espositivo che ne consegue non è certo quello di una mostra comune, ma si configura come una mostra delle mostre: il modello della raccolta, dunque, non è quello del tipo album o atlante, ma quello dell’archivio.

Della vasta collezione le Gallerie delle Prigioni ospiteranno segmenti in maniera permanente e a rotazione e l’ingresso sarà libero: la prima mostra disponibile fino al 20 maggio è “Sahara: What is Written Will Remain/ Sahara: Ciò che è scritto rimarrà”, a cura di Alexandra Etienne, Suzanna Petot, Nicolas Vamvouklis, dedicata all’arte della calligrafia e alla sua eredità culturale, con 700 opere provenienti da paesi come Algeria, Libia, Mali, Niger e dal popolo dei Tuareg. A questi lavori si affiancano gli interventi creativi, quali mappe, manoscritti e documenti di viaggio, di molti artisti internazionali.Lo scopo principale di questo laboratorio artistico in movimento sembra quello di tracciare un’immagine delle arti che compongono la visuale della nostra contemporaneità, molteplice e variegata. Per il fruitore cosa può significare un progetto come Imago Mundi? L’occasione di guardare dentro un’istantanea che, nonostante le nuove coloriture che assumerà nel corso del tempo e dei cambiamenti, non sbiadirà nel raccontarci il presente appena passato.

Sito Ufficiale: www.imagomundiart.com

Carolina Sacconi

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  • Dal 1995 sono 12 i passaggi in asta, percentuale di venduto 50%. Diplomatosi nel 1985 all’École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi risiede a Berlino dal 1999 al 2000. Si dedica al cinema, al teatro, all’arte visiva, con cui rivive passioni e avventure (è stato in Antartico con ...

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